Up in the air: tra le nuvole
Viaggiare da un capo all’altro del mondo è un sogno ambito da molti, realizzato in occasione di ferie e ponti, che ci vede impegnati in una frenetica ricerca tra voli low cost, last minute e offerte varie. Ma c’è un élite di fortunati che può permettersi di viaggiare 365 giorni all’anno, combaciando lavoro e piacere. In questa nicchia troviamo Ryan Bingham (George Clooney), un cinico manager “tagliatore di teste” aziendale: il suo compito è comunicare ai dipendenti delle varie aziende i licenziamenti. Ryan passa la sua vita in viaggio, privo di qualsiasi legame affettivo tranne la compagnia del suo trolley, vagando tra alberghi e aeroporti collezionando i punti fedeltà “mille miglia” dell’America Airlines, felice e beato.
Proprio quando si trova vicino all’ambito traguardo dei dieci milioni di miglia, Ryan si guarda indietro e capisce che la sua vita è vuota e priva di senso, e guarda caso in questo frangente incontra Alex (Vera Farmiga), un’affascinante viaggiatrice molto simile a lui di cui s’innamora.
E proprio in questo momento il capo di Ryan, Craig Gregory (Jason Bateman), decide di introdurre un’innovazione nel sistema lavorativo, centralizzando il lavoro in sede ed effettuando i licenziamenti via web. A Ryan viene affiancata quindi Natalie (Anna Kendrick), una brillante ottimizzatrice aziendale che influirà anch’essa nei dubbi sullo stile di vita di Ryan… e dei suoi sentimenti per Alex.
La proposta di questa stabilità lavorativa farà riflettere Ryan: accettare la proposta vorrebbe dire non solo rinunciare ai suoi amati viaggi e abbracciare l’idea di una casa, ma mettere solide radici anche da un punto di vista affettivo, e questa è un’idea tanto allettante quanto terrorizzante per il nostro protagonista!
Basato sull’omonimo romanzo del 2001 di Walter Kim, “Up in The air – Tra le nuvole” è una commedia drammatica presentata in anteprima al Toronto International Film Festival del 2009, diretta dal canadese Jason Reitman, già regista di “Juno” e “Thank you for smoking”, e sceneggiata dallo stesso regista in collaborazione con Sheldon Turner. Il film ha concorso al festival Internazionale del film di Roma sempre nel 2009, ed è stato poi distribuito nelle sale il 22 gennaio 2010 dalla Universal Pictures.
Reitman, figlio d’arte del regista Ivan Reitman, vince il Golden Globe 2010 per la sceneggiatura e realizza un film splendido con ottime inquadrature, non solo toccando un problema delicato come la difficoltà a legarsi e a gestire relazioni familiari, ma mettendo sullo sfondo americano anche un problema allarmante e odierno come la crisi lavorativa e i licenziamenti.
Ryan Binghman è uno dei personaggi migliori di Clooney, credo che Reitman non potesse scegliere un protagonista migliore: il ruolo del cinico e solitario è esaltato al massimo dalla professionalità del carismatico Clooney. Ottime anche Vera Farmiga e Anna Kendrick, nota finora solo ai fan di Twilight.
Viste le due precedenti pellicole e questa produzione, ci aspettiamo grandi cose da Reitman e dal suo attesissimo film in uscita a dicembre “Young Adult”: speriamo non ci deluda! 
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Ammetto che Clooney ha recitato in maniera superba, ma per il resto il film non mi è piaciuto affatto, anche la trama è noiosissima!