Salt
Evelyn Salt (Angelina Jolie) è un agente della CIA che ha giurato fedeltà alla sua patria, svolgendo il suo lavoro in maniera superba, guadagnando l’ammirazione dei colleghi e trovando spazio anche per un’incredibile storia d’amore. Ma l’arrivo di un disertore russo turba la sua quiete: il pentito afferma che una spia russa infiltrata nella CIA ucciderà il presidente russo in America per un funerale si Stato, mettendo in cattiva luce appunto l’America e scatenando un conflitto tra i due paesi già in rapporti delicati. Rivela anche il nome del traditore: Evelyn Salt.
Si direbbe ridicolo, ma i colleghi dell’agente non la pensano così. Da questo punto la vita di Salt diventa un incubo. Deve essere trattenuta per accertamenti, ma il suo obbiettivo principale è trovare il marito e metterlo al sicuro, certa di essere stata incastrata. Così la sua fuga disperata viene scambiata per un chiaro segno di colpevolezza, e ora Evelyn deve dimostrare di essere più furba dei suoi colleghi della CIA: una vera e propria caccia alla donna trasformata in un’arma letale a piede libero, che ci riporterà nel passato della protagonista e nei piani segreti sovietici, una storia che ci confonderà fino alla fine sulla vera identità dei personaggi e sulle loro intenzioni. Chi è veramente Evelyn Salt?
Phillip Noyce (The Quiet American, Sotto il Segno del Pericolo, Giochi di Potere), veterano del genere, ha l’onore di dirigere la splendida Angelina Jolie dopo la rinuncia di Tom Cruise al ruolo, costruito sulla sceneggiatura di Brian Helgeland e Kurt Wimmer. Quello interpretato dalla Jolie è un ruolo che spicca enormemente , malgrado la bravura dei suoi colleghi. Qui la vediamo nei panni di una Nikita odierna, e c’è da dire che questi ruoli da donna con gli attributi le calzano a pennello, e l’incarnazione di Lara Croft sa bene come valorizzare sia la parte più strong del personaggio, sia la parte più vera e umana.
Salt è un film che non fomenta grandi aspettative, ma di sicuro ci sorprende con la sua narrazione dal ritmo incalzante, i primi piani e le riprese strette sui personaggi, i non troppi effetti speciali ma sapientemente collocati: in una spy story del genere possiamo perdonare i salti della Jolie da un tir all’altro, non credete?
Una pellicola idonea all’intrattenimento, senza alcuna noia nei suoi 100 minuti di durata, a cui mi sento di dare però una bacchettata: in una trama così lineare, era troppo chiedere qualche particolare in più sul passato di Salt? In fin dei conti è proprio a causa del suo trascorso se si sviluppa l’intera storia, ed è una delle zone alquanto oscure del film.
Visto che il finale lascia ampio spazio ad un sequel, voglio pensare che le nostre supposizioni troveranno conferma o smentita in un secondo capitolo dell’agente Salt. Incassi al botteghino permettendo. 
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