Resident Evil: afterlife

Ecco il quarto capitolo della celebre zombi saga by Capcom liberamente ispirata al videogioco, prodotto dalla Sony Screen Gems in un 3D che ben si adatta al genere.
In questo nuovo film ritroviamo Alice (Milla Jovovich), nel mondo ormai spopolato dal temibile T-virus. Una mostruosità diffusa dalla Umbrella Corporation, che trasforma tutti gli umani in zombie. E proprio mentre la nostra superdonna ( e che donna.. :-P) cerca di vendicarsi della multinazionale che ha distrutto la terra e la sua vita, si ritroverà privata dei poteri acquisiti negli esperimenti dell’Umbrella.
L’unica speranza è cercare altri sopravvissuti, e un unico messaggio radio le restituisce la speranza che nella spiaggia di Arcadia in Alaska vi sia un rifugio senza alcuna infezione. Solo una fandonia, visto che il luogo è desolato, tranne per una giovane ragazza che sembra aver perso la memoria. E indovinate chi è? Claire Redfield (Ali Larter), vecchia conoscenza di Resident Evil Extinction. Insieme si dirigono verso Los Angeles, dove trovano altri cinque superstiti in una prigione assediata dai “non morti”. A dire il vero non sono cinque ma sei.. Sotto chiave troveremo anche Chris Redfield (Wentworth Miller), fratello scomparso di Claire: una piccola riunione di famiglia, nella speranza che la giovane recuperi qualche brandello di memoria!
Appreso che Arcadia non è una spiaggia ma una nave-cargo visibile dal tetto della prigione, l’impresa è ora riuscire a raggiungerla. Meglio trovare una soluzione in fretta, visto che gli zombi hanno trovato il modo di penetrare nella prigione, e con l’oro c’è un terribile gigante armato di una lancia mooolto affilata!
Come raggiungeranno la nave? Perché se Arcadia è un’imbarcazione le coordinate trasmesse indicavano una spiaggia? E perché a prima vista sembra deserta? Quali altri orribili esperimenti sta conducendo l’Umbrella? Chi è l’uomo con gli occhiali scuri che minaccia Alice?
Regista, produttore e sceneggiatore di questo nuovo (e anticipiamo già non ultimo) episodio è Paul W.S.Anderson, ovvero il marito di Milla Jovovich (Il Quinto Elemento), che ritorna dopo il primo magnifico Resident Evil del 2002 e dopo la produzione dei due precedenti Resident Evil Apocalypse e Resident Evil Extinction del 2004. L’idea del sequel era nata già nel 2006, pensando a Tokyo come location e a combinare elementi dei videogiochi R.E. Code Veronica (2000) e Resident Evil 5 (2009).
Purtroppo la storia tende a sembrare noiosa e deludente, quello che manca è un pizzico di originalità, qualcosa di nuovo che Anderson poteva osare per realizzare il primo zombi-movie 3D della storia. La trama è scontatissima e già si sa che fine faranno i personaggi facilmente delineabili, in più si ha un abuso eccessivo dell’effetto rallenty ogni due per tre, con scene che ricordano continuamente altri film, da Silent Hill a Matrix. Inoltre personaggi e azioni sono veramente poco riconducibili ad una parvenza di realtà: ad esempio, possibile che malgrado tutte le avventure passate, compreso un tour in un cunicolo fognario, il trucco di Alice e i capelli di Claire non si siano sgualciti?
Ottime invece le colonne sonore, abbinate perfettamente ai momenti vissuti nella pellicola, e la scena d’apertura iniziale che ci spiega l’origine dell’epidemia. E un altro grande aspetto positivo è che gli autori, nomi a parte, non abbiano portato sul grande schermo la fotocopia del videogioco, aspetto apprezzato da molti, anche se ha scatenato le ire dei puntigliosi maniaci dei videogame: ricordiamoci che il film è solo ispirato al gioco, non è la precisa trasposizione dello stesso!
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Ditemi cos’ha preso questo film da Resident Evil Code Veronica perchè io proprio non ci vedo niente di simile, tranne il solo nome di Claire..
Appena visto in dvd! E l’ho trovato bellissimo!! Per rispondere alla domanda.. Il film è “ispirato” al gioco nel senso che ricalca la situazione e un leggero filo conduttore: gli zombi, il virus, l’Umbrella. NON è IL VIDEOGIOCO IDENTICO!
L’abilità qui è il prendere elementi del game ed elaborarli per creare qualcosa di originale e diverso. Se non ricordo male nessuno dei tre film precedenti è riconducibile al alla tama del videogame