Real Steel
Nell’America del 2020 lo sport più popolare è la boxe robotica. Infatti l’uomo, sempre più assetato di violenza-spettacolo, ha estinto il pugilato classico sostituendo i combattenti con delle raffinate macchine comandate dagli umani, dando vita a realistici scontri crudeli.
Charlie Kenton (Hugh Jackman) è un ex pugile che gira per il paese su un camioncino sgangherato, combattendo squallidi incontri robotici di bassa lega, sempre a corto di robot costantemente distrutti nelle sfide e perennemente in debito con avidi scommettitori. Il suo punto di riferimento è la palestra in cui si allenava da atleta, di proprietà di Bailey Tallet (Evangeline Lilly), figlia del suo ex allenatore. Purtroppo anche la ragazza non può più aiutarlo visto la sua grave situazione economica.
Ma un’inaspettata notizia cambierà i suoi piani: viene a sapere che l’ex moglie abbandonata dieci anni prima è morta, e si deve decidere l’affidamento del piccolo Max Kenton (Dakota Goyo). Charlie non ci tiene per niente a conoscere il figlio, ed è felice di rinunciare alla custodia in favore degli zii materni dietro lauto compenso, anche se dovrà passare due mesi estivi con Max.
Per nulla intimorito e nemmeno affranto dalla scomparsa della madre, Max si rivela un vero appassionato di boxe robotica, e da piccolo impiastro diventa in poco tempo il braccio destro del padre. Impiantando moderne tecnologie su un vecchio robot d’allenamento riusciranno ad ottenere un vero campione, guadagnando soldi sufficienti per salvare loro e le sorti di Bailey e la palestra.

Il loro inaspettato successo gli fa guadagnare un incontro al campionato mondiale di boxe robotica con il campione in carica mai battuto, il potente Zeus, un robot tecnologicamente avanzato di proprietà del giapponese Tak Mashido (Karl Yume) e della bella russa Farra Lemkova (Olga Fonda).
Charlie ritrova così l’amore di Bailey, il successo di un tempo e il rapporto con il figlio in un solo colpo: un incontro all’ultimo sangue, in cui impareremo che non è sempre necessaria una vittoria per sentirsi vincitori!
Dopo aver diretto commedie divertenti e di successo come “La Pantera Rosa”, “Notte Folle a Manhattan” e “Una Notte al Museo”, il regista Shawn Levy si tuffa in un nuovo genere portando sul grande schermo la storia scritta da Matheson, uno dei più importanti scrittori di fantascienza contemporanei che ha prestato le sue opere per molti altri film come ad esempio “Io sono legenda”. L’omonimo racconto “Steel” era già diventato un episodio della famosa serie “Ai confini della realtà”.
Un po’ “Over The Top”… Un po’ “Rocky”… Un po’ “Transformers”…
Affiancato dagli sceneggiatori John Gatins, Dan Gilroy e Jeremy Leven, Levy realizza un mix contemporaneo senza annoiare o risultare pesante nonostante le due ore abbondanti di scena. Real Steel è però un’idea originale che presenta un tema profondo come la relazione tra un padre e un figlio in sostanza sconosciuto, alternandola a momenti leggeri e scene di combattimento veramente ben girate ricche di effetti speciali. In questo s’intreccia una storia d’amore mai invadente, appena accennata com’è giusto che sia in un film di questo genere.
E soprattutto la visione futuristica del nostro 2020 non presenta nulla che possa essere considerato impensabile, contribuendo alla credibilità della pellicola. Gli attori recitano ad un buon livello, niente di clamoroso soprattutto da Jackman denudato dei panni di Wolverine, che ritrova prestigio abbinato però a Dakota Goyo: una coppia che si assembla alla perfezione, per restare in tema.
Real Steel, distribuito dalla Walt Disney, è una piacevole sorpresa, che ha già raggiunto i 242 milioni di dollari d’incasso nel mondo, esaltato anche da un supporto 3D che si sposa con le scene robotiche. C’è da attendersi un secondo capitolo? Io spero di sì: se anche Rocky la prima volta ha avuto solo una vincita morale contro Apollo, perché non dare una seconda occasione anche al robot di Charlie per sconfiggere definitivamente Zeus? 
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