Lo Schiaccianoci
Sulle note della famosa “Danza della Fata Confetto” arriviamo nella Vienna degli anni ’20, in cui potremmo ancora incontrare il Dr. Freud vivo e vegeto per strada. In una lussuosa villa Mary (Elle Fanning), una bambina di nove anni che sembra un angelo, e il fratellino Max, distruttore da sempre di giocattoli, trascorrono la vigilia di Natale senza i genitori, impegnati in una suntuosa festa. Per fortuna a rallegrare la serata arriva lo zio Albert (Nathan Lane), che porta loro in dono uno schiaccianoci di legno a forma di burattino di nome N.C. (Charlie Rowe). Grazie alla sua sensibilità Mary riesce ad animare N.C., e si lascia accompagnare nel suo mondo parallelo di sogni e meraviglie. Ecco scomparire il soffitto del soggiorno, ecco crescere a dismisura l’albero di Natale, ed ecco animarsi tutte le decorazioni e i giochi: la bambina farà la conoscenza dello scimpanzé Gielgud, del tamburino Stecco, del clown Tinker e della bellissima Regina delle Nevi.
Mary scoprirà che N.C. è in realtà il principe del regno incantato trasformato in schiaccianoci dal terribile Re dei Ratti (John Turturo) e da sua madre la Regina (Frances De La Tour), per riuscire ad invadere il suo regno oscurandolo con il fumo prodotto bruciando costantemente tutti i giocattoli catturati. Il loro obbiettivo più grande è rattizzare tutto il mondo e dominare incontrastati.
Con l’aiuto della ragazza il principe ritrova temporaneamente forma umana, ma è solo un istante: ci vuole molta più forza per sconfiggere il sortilegio della Regina dei Ratti.
Quando poi il temibile Re dei Ratti riuscirà a rapire N.C., toccherà a Mary e a Max, aiutati dagli altri giocattoli, salvare la situazione e riportare la luce e la speranza nel regno magico.
In ritardo di un anno rispetto all’uscita nelle sale americane, ma in perfetto tempismo per il clima natalizio, il regista russo Andrej Konchalovsky approda nelle sale italiane animando in 3D la favola tedesca di Ernst Theodor Amadeus Hoffman del 1816. La fiaba aveva già ispirato il connazionale compositore Pëtr ll’ič Čhajcovskjy e il coreografo Marius Petipa per creare il celebre balletto “Lo schiaccianoci” nel 1892. A Tim Rice, onore al maestro, è stato dato l’arduo compito di scrivere i testi per le musiche di Čhajcovskjy, aggiungendone tre di nuove.
Da tempo il regista sognava di portare sul grande schermo “The nutcracker”, e lo ha fatto mettendo le mani un po’ ovunque, curando scenografia, sceneggiatura, costumi ed effetti speciali. Purtroppo la pellicola è piuttosto deludente.
Il film è pieno di riferimenti a “Toy Story 3”, e non è l’unica mancanza di originalità: lo Zio Albert e la sua teoria della relatività ricordano Einstein, N.C. è un chiaro Pinocchio che assomiglia a Napoleone, i ratti sono soldati nazisti (vi lascio immaginare a cosa può riferirsi il fumo dello stabile in cui bruciano i giocattoli), i lavoratori della fabbrica del fumo stringono l’occhio ai bolscevichi russi, e il Re dei Topi è un cattivo inesistente che assomiglia di più ad un ballerino ossigenato vestito come Andy Warhol.
Nella recitazione generale piuttosto scarsa brilla comunque Elle Fanning, che conferma il talento di famiglia pur ricoprendo un ruolo a tratti ridicolo e imbarazzante. A Konchalovsky si chiedeva forse troppo, far sì che gli spettatori tornassero a credere nelle favole, invece il prodotto finale è eccessivamente infantile, adatto ad un pubblico piccolissimo diciamo under7, cosa che non si direbbe dai trailer. E anche volendolo considerare riferito ad un target così “giovane” che nemmeno potrebbe godere dell’effetto tridimensionale, resta da considerarsi scadente, privo di qualsiasi ironia che potrebbe alleggerire il clima, con un finale insensato (i topi abbandonano la nave ma senza motivi particolari!)ad assecondare il buonismo che pervade l’intera pellicola.
Il risultato è una noia mortale eccessivamente dilungata, che non vale nemmeno i soldi del biglietto comune del cinema, figuriamoci quello maggiorato del 3D!
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e quando mai migliorano un balletto o un’opera con una realizzazione cinematografica? già fanno disastri con i libri! in questo caso credo volessero solo attirare il pubblico con la classica “favola natalizia” rimodernizzata. Sarà la giornata no, ma non stimo queste produzioni tanto più dei cinepanettoni nostrani, che almeno hanno il vantaggio di costare meno.
concordo, e quoto lo schiaccianoci come il peggior film natalizio dell’anno!
Mai brutto come Vacanze di Natale a Cortina, che secondo me è il peggiore dell’anno.. Posso dire che hanno proprio rotto con questo genere di film? De Sica doveva ritirarsi già 3-4 anni fa quando gli incassi dei film di Natale erano alti!