Harry Potter e i doni della morte: parte I
Tutto ha inizio qui..
Aspettando con ansia l’uscita dell’ultimo capitolo di Harry Potter non ci resta che rinfrescarci la memoria rivedendo la prima parte, gentilmente riproiettata in diversi cinema d’Italia a prezzo ridotto: più fortunati coloro che possono godersi la maratona di tutti gli Harry non stop fino alle due di notte, organizzata per l’apertura della 41a edizione del Giffoni Film Festival!
In realtà il libro di J.K.Rowling dal titolo “Harry Potter and the Deathly Allows”è un unico volume, ma la casa produttrice Warner Bros decide di realizzarlo in due parti (prima uscita 19 novembre 2010 e seconda 13 luglio 2011) per non omettere alcun particolare e rendere migliore il film. No, ma cosa dite, non è assolutamente per creare più aspettative e incassare di più, è che anche per i fan più accaniti un film di quattro ore e oltre sarebbe stato troppo.. 
Ricapitoliamo. Dopo il Basilisco, la Camera dei Segreti, gli evasi da Azkaban, il ritorno di Voldemort, l’ordine segreto contro il signore oscuro, siamo rimasti con il tradimento di Piton, la straziante morte di Silente che cade dalla torre e il marchio del signore oscuro nel cielo. Hogwarts profanata da Bellatrix Lestrange e compagni, vuota e desolata, è una scena che c’incute una tristezza infinita. Harry e compagni progettano l’insidioso viaggio alla ricerca dei cinque Orcrux rimanenti (i sette oggetti in cui Tom Riddle alias Voldemort ha nascosto parte della sua anima), e l’unica notizia positiva del finale è che Ron ha accettato la storia tra Harry e Ginny e non farà più il terzo incomodo.
Voldemort è tornato, Silente non c’è più, i babbani muoiono e chi non muore fugge come può. Questo è quanto. Per lo meno Harry riesce a liberarsi dei Dursley, e concentrarsi su come trovare il terzo Orcrux originale poiché nelle sue mani ha un falso. Non resta solo a lungo, viene raggiunto dai suoi più cari amici, eccovi l’elenco: Hermione e Ron, il professor Lupin e la moglie Ninfa d’Oro, Fred e George Weasley, Bill Weasley e la sua fidanzata Fleur, Malocchio Moody e quel furfante di Mondungus Fletcher. E ovviamente Hagrid. Poiché “voi sapete chi” e tutto il suo seguito non vedono l’ora di uccidere Harry, il piano è che una parte del team Potter beva la pozione polisucco prendendo le sembianze del famoso maghetto, per attuare un depistaggio in caso di pericolo e ritrovarsi poi alla “Tana” Weasley. Appena partiti vengono subito aggrediti dai mangia morte, grazie ad una soffiata di quel sudicio traditore assassino nasone di Piton.
Riescono a raggiungere tutti la base (Fred ferito ad un orecchio), eccetto Malocchio che cade e muore e la civetta Edwige. Nonostante il clima non sia dei più felici, il giorno dopo si festeggia ugualmente il matrimonio di Fleur e Bill, ed è pure il compleanno di Harry. Tra un preparativo ed un bacio tra Ginny ed Harry, il ministro della magia Rufus Scrimgeour recapita il testamento di Silente: a Ron un curioso marchingegno cattura luce, un deluminatore ideato da Silente, ad Hermione un libro di favole di Beda il Bardo per maghi bambini, ad Harry il boccino catturato nella sua prima partita di Quidditch e la spada di Grifondoro.. purtroppo perduta e introvabile. Durante i festeggiamenti ritroviamo anche Luna Lovegood e suo padre (ricordatevi il medaglione che porta al collo), sempre più strampalati. All’improvviso una sfera luminosa recapita un terribile messaggio: il ministero della magia è caduta e ora tutto è in mano al signore oscuro. È il caos totale, e mentre i mangia morte irrompono nella folla, Ron Hermione ed Harry fuggono materializzandosi nel mondo comune, ma nemmeno qui sono al sicuro: vengono infatti aggrediti, e si rifugiano nell’ex sede dell’Ordine della Fenice, al numero 12 di Grimmauld Place. Curiosando, capiscono chi ha scritto il messaggio racchiuso nel falso medaglione orcrux: R.A.B. sono le iniziali di Regulus Arcturus Black. Interrogando poi l’elfo domestico Kreacher, scoprono che Black è morto dopo aver preso il medaglione originale, ordinando all’elfo di distruggerlo. Operazione fallita ovviamente, inoltre l’oggetto prezioso è stato rubato nientemeno che da Mondungus Fletcher! Kreacher riesce a trovarlo e portarlo al cospetto dei tre amici, che scoprono così dove si trova l’orcrux: è stato confiscato da Dolores Humbridge, ora al servizio di Voldemort e membro del nuovo ministero della magia oscuro. Non resta che usare la pozione polisucco e infiltrarsi per cercare il medaglione: il ministero è molto cambiato, ora i babbani vengono apertamente perseguitati e i purosangue sono considerati superiori. Riescono a stendere la Humbridge e recuperare l’orcrux, materializzandosi in un bosco sperduto. D’ora in poi saranno costretti a vagare e nascondersi cercando un modo per distruggere l’oggetto malefico. Hermione ha un’illuminazione: ciò che serve è la spada di Grifondoro imbevuta del veleno del Basilisco! Ma la difficoltà dell’operazione e la gelosia di Ron portano i due amici ad una violenta lite in cui Weasley decide di andarsene. Intanto Harry è perseguitato da visioni di Voldemort infuriato con Olivander, rivenditore di bacchette, alla ricerca di qualcosa, e da un altro giovane mago nell’atto di rubare qualcosa. Sebbene rattristati, Harry ed Hermione decidono di recarsi a Godric’s Hollow credendo che Silente abbia nascosto lì la spada. Qui trovano la tomba e la casa di James e Lily Potter, e un simbolo ricorrente uguale al medaglione del signor Lovegood. Un’anziana donna di nome Bathilda Bath, molto amica di Silente, li conduce in casa sua,ma in realtà è una trappola: la donna è Nagini, il serpente di Voldemort, e i due scampano per poco alla morte, rompendo però nella fuga la bacchetta di Harry. Prima di fuggire riescono a capire che il ladro delle visioni di Harry è il mago oscuro Grindelward, sconfitto da Silente.
Pochi giorni dopo, nella notte Harry viene guidato da un Patronus cerva ad un lago ghiacciato, sul cui fondo riposa la spada di Grifondoro. Il giovane si tuffa, ma l’orcrux che porta al collo tenta di strangolarlo e ucciderlo.. Viene salvato dall’intervento tempestivo di Ron, richiamato al gruppo grazie al deluminatore e alla voce di Hermione. Con la spada riescono a distruggere il medaglione e tonare dalla compagna. Bene, meno tre, ora ne restano solo cinque..
Poiché il simbolo è impresso anche nel libro delle favole, decidono di recarsi da Xenophilius Lovegood e chiedere spiegazioni. Stranamente la figlia non è in casa..
Il mago spiega loro il significato del ciondolo: mantello, pietra e bacchetta, cioè i doni della morte. Si ripassa la storia perché Harry non la conosce: tre maghi fratelli erano riusciti ad ingannare la morte, ricevendo un premio per tale maestria. Il primo chiese la bacchetta più potente di tutte (bacchetta di sambuco), il secondo una pietra per richiamare le persone care dall’aldilà (pietra della resurrezione) e il terzo un mantello per andarsene non visto dalla morte (mantello dell’invisibilità). Chi possiede i tre doni insieme diventa un padrone della morte. A questo punto scoprono di essere stati traditi: Voldemort ha rapito Luna perché Xenophilius è un sostenitore di Harry, e per riaverla ha avvertito i mangia morte della presenza del maghetto. Riescono a smaterializzarsi e scappare, ma vengono subito catturati dai ghermidori e portati al cospetto di Bellatrix e la famiglia Malfoy. Vengono imprigionati tutti, eccetto Hermione, colpevole di avere la spada di Grifondoro nella borsa. A quanto pare la spada doveva essere nella camera blindata di Bellatrix alla Gringott, e la strega tortura la ragazza per sapere cos’altro abbiano rubato, rimediandosi l’incisione “mezzosangue” sul braccio.
Nel frattempo nella prigione Ron ed Harry incontrano Olivander, Luna e il folletto Unci Unci della Gringott. Grazie all’arrivo tempestivo di Dobby, l’elfo libero, si liberano e recuperano Hermione, la bacchetta di Bellatrix e quella di Draco Malfoy. Si ritrovano su una spiaggia, e il povero Dobby, ferito al petto dal pugnale della strega, muore.
Intanto scopriamo cosa voleva Voldemort da Olivander: la bacchetta di sambuco, rubata anni or sono da Grindelward. E poiché il mago è stato sconfitto da Silente, è facile capire chi sia il nuovo proprietario e dove sia la bacchetta preziosa.
Il film si chiude con Voldemort che profana la tomba dell’ex preside di Hogwarts e impugna con un urlo vittorioso la sua bacchetta..
Un film straordinario dall’inizio alla fine, ancora una volta opera del regista David Yates, che suscita la nostra curiosità e avidità per la seconda parte. Quasi otto mesi che sembrano un’eternità per una storia che sulla carta è stata progettata intera, anche se il taglio è stato inserito al punto giusto.
Bhè, consoliamoci, ai fan di Twilight è andata molto peggio! 
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Almeno hanno beccato il punto giusto per il taglio tra i due capitoli!
Maratona di Harry?
A me piace, ma tutti in fila non riuscirei mai a vederli!