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alice in wonderland

Saranno anche passati degli anni, ma Alice non ha imparato la lezione, ed ecco che ricasca nel buco della tana del Bianconiglio. Oddio, se l’alternativa è sposare la versione viscida e mammona di Rosso Malpelo.. Forse ha scelto la strada giusta!

Ritorna nel mondo che già aveva visitato da bambina, solo che ha rimosso ogni particolare. Continua a sognare e ad avere strani incubi, ma è convinta che sia solo frutto della sua fantasia. Ripercorre le stesse tappe e gli stessi errori, ribeve la stessa pozione per rimpicciolire, rimangia lo stesso dolce per diventare enorme, e ripassa per la stessa porta con la stessa chiave.

E si trova in un mondo uguale ai suoi incubi-sogni, tanto che per tre quarti del film è convinta di essere in un sogno. Rincontra i gemelli Pinco-Panco e Panco-Pinco, piccole e grassocce copie di Pugsley della famiglia Adams, sempre in disaccordo tra loro. Rivede anche il coniglio che l’ha trascinata qui, e quella saggia ciminiera del Brucaliffo.

A quanto pare la capocciona della regina rossa (davvero una testa enorme!) ha sopraffatto la sorella regina bianca, rivendicando il diritto al trono, e regna nella falsità e nel terrore. Ma l’oracolo, ovvero una pergamena magica che narra ciò che è stato e ciò che sarà del Paese delle Meraviglie, ha rivelato che nel giorno gioi-glorioso Alice, e badate bene parliamo di QUELLA ALICE,tornerà per sconfiggere il Ciciarampa, l’invincibile drago sputa fuoco della regina testona, e solo lei potrà batterlo e riportare la corona reale alla regina bianca. Ma prima.. si deve accertare se questa è finalmente l’Alice giusta..

Chi dice di sì, chi dice di no, intanto la nostra amica deve restare qui e continuare il suo giro, rivedendo lo Stregatto, il Cappellaio Matto e il Leprotto Bisestile. Il problema è che le guardie della Capocciona, allarmata dalla profezia dell’oracolo, pattugliano e pian piano catturano tutto il team di strani personaggi, alleati contro la regina rossa. Spinta dal senso del dovere Alice vuole salvare i suoi nuovi amici, in primis il Cappellaio Matto, e nel farlo, ironia della sorte, si ritrova ospite della reale Testona. Ancora una volta vittima di un inganno, scatena le ire della regina, ma riesce a liberare in tempo i suoi amici e rubare un’importantissima spada, consegnandola alla regina buona.

Per farla breve, arriva il giorno gioi-glorioso ed è scontro aperto tra bianchi e rossi: Alice in armatura Vs il temibile Ciciarampa. Ovviamente tutto si svolge secondo la profezia: sconfitta la bestia, la regina bianca torna a regnare, mentre la rossa viene condannata all’esilio e all’indifferenza globale.

Alice sceglie di tornare a casa, e trova finalmente la sua strada: continuerà ad ampliare la società del suo defunto padre, diventandone socia. E stavolta, siamo certi, non imprigionerà più l’altro mondo e le sue meraviglie nella convinzione di un sogno…

Stravagante Burton, che non si accontenta di riportare alla vita il cartone animato del ’51 sempre made Disney, ma addirittura chiede alla sua sceneggiatrice Linda Wolverton una fusione tra il primo libro di Lewis Carrol , appunto “Alice nel paese delle meraviglie” con il secondo “Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò”, racconti originali che vantano come minimo un secolo e mezzo alle loro spalle.

Abitudinario Burton, che non lascia la strada vecchia per la nuova, e gira e rigira riconferma lo stesso cast. Si ripete il trio di Sweeney Todd, con Elenha Bonham Carter nei panni della regina rossa, Jhonny c’è bisogno di dirlo Deep nel ruolo del cappellaio matto (davvero inquietante), e dietro la cinepresa Mr. Tim Burton in persona. Più che trio è il quintetto di Fleet Street.. Per chi non l’avesse notato ritroviamo anche Alan Rickman immerso nel ruolo del Brucaliffo, e Timothy Spall a prestare le sue sembianze al segugio messaggero.

Una coppia, Deep-Burton, che è ormai sinonimo di Spettacolo, e Garanzia, e Accoppiata Vincente. E se quanto appena detto è la regola, ebbene signori Alice in Wonderland è l’eccezione che la conferma.

Vuoi perché il film era molto atteso, vuoi perché è stato troppo pompato, fatto sta che lascia una certa insoddisfazione. A cominciare dalla protagonista, Mia Wasikowska, a volte si poteva tranquillamente rimpiazzare con un sasso tanto il risultato sarebbe stato lo stesso. Fortunatamente l’effetto è mitigato dall’elevato standard degli altri attori, da Deep che nei ruoli da fuori di testa eccelle (però stendiamo un velo pietoso sulla deliranza che è meglio..) alla Bonham Carter, un’espressività sorprendente, che ancora una volta conferma di non essere presente solo per essere la compagna del regista.

La scenografia è raffinata di certo, realizzata in computer grafica, ma l’effetto 3D, realizzato totalmente in post-produzione, è poco valorizzato: in effetti buona parte del film non lo sfrutta, e se non ci credete provate a togliere gli occhialini…

Quello che manca è un po’ la sorpresa, l’immaginare quello che potrebbe succedere: Alice arriva e sa già quello che deve fare, sa perfino che vincerà. Ed è così che finisce, nessun colpo di scena. E perché mai deve affrontare un drago? Per banalizzarsi ancora di più alla classica fiaba? Aveva perfino l’armatura da cavaliere.. Stile Giovanna D’Arco.

Quello che stona è probabilmente il non amalgamarsi dello zio Walt con la creatività del team Burton. Del resto lo stesso regista tempo fa aveva dichiarato di non essere particolarmente attratto e convinto del progetto.. Se era perplesso lui, si può dire che mancano proprio le basi. Ed ecco i risultati.

In definitiva, andate a vederlo perché ritengo sarà comunque un film che farà molto parlare, soprattutto per qualche simpatico effetto 3D!

 

by Stievano Tomas

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2 Commenti a “Alice in wonderland”

  • Francy scrive:

    Bello, bello, bello! L’ho visto due volte: la prima non in 3D visto che non vedevo l’ora che uscisse ed era tutto full, la seconda finalmente con gli occhialini. Tutta un’altra storia! 8-)

  • Michelangelo scrive:

    Quoto Francy e aggiungo che Deep mi mette i brividi, lo spessore che dà ao suoi personaggi sbalordisce, siano essi seri o comici.

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